Finalità educative

La mission di Spettacoli di matematica è quella di contribuire ad insegnare la matematica, una matematica a più dimensioni, tra le quali anche una dimensione che la lega all’arte, alla musica, alla poesia. Una matematica che deve essere compresa anche con il cuore, e che deve essere applicata, con l’ingegneria, di cui nel nostro paese c’è un enorme bisogno.

Il messaggio ai giovani è che per sopravvivere in un mondo che cambia così frequentemente, e così velocemente, bisogna studiare quello che non cambia: la matematica, la filosofia, l’arte, la letteratura, la musica. E bisogna saperlo combinare ed utilizzare con metodi, strumenti e processi sistematici e collaudati.

I grandi cambiamenti tecnologici in corso, e la crisi finanziaria ed economica mondiale, hanno fatto scomparire milioni di posti di lavoro. Nel nostro paese la situazione per i giovani, tra i 20 e i 35 anni, è particolarmente grave, e giunge nel mercato del lavoro grande massa di giovani laureati, ad altissimo rischio di disoccupazione.

Questi giovani presentano spesso le seguenti caratteristiche:

•hanno lauree “deboli”,

•hanno paura della matematica,

•pensano di essere creativi, ma non conoscono alcun metodo per una creatività sistematica e funzionale

•non hanno alcuna competenza nel campo del problem solving

•rifuggono da qualsiasi attività di tipo commerciale

Queste caratteristiche sono molto diffuse anche nella popolazione occupata, particolarmente, ma non esclusivamente, nella pubblica amministrazione ed, ad esse, si aggiunge una grave carenza nazionale nella cultura digitale, che causa una perdita economica di decine di miliardi di euro ogni anno.

E’ del tutto illusorio sperare che lo stato, super-indebitato, e le istituzio-ni scolastiche, possano, da sole, far fronte a queste gravi carenze, che si riflettono anche in programmi scolastici, in parte validi, ma complessivamente troppo distanti dal mondo attuale.

Devono entrare in campo sia le famiglie, sia le imprese, e Spettacoli di matematica si rivolge ad entrambe per trovare risorse e supporto per la formazione dei giovani e degli adulti.

Ma, come in ogni azienda il cambiamento culturale, per essere efficace, deve partire dall’alto (sarebbe assurdo insegnare per esempio il problem solving o tecniche di vendita agli addetti, senza aver prima formato i loro capi) così, anche nella scuola, l’integrazione dell’offerta formativa deve partire dai docenti, che devono essere coinvolti prima dei ragazzi, anche nel caso di interventi formativi non tradizionali, quali quelli che Spettacoli di matematica propone a teatro.

Tuttavia il coinvolgimento dei docenti è molto difficile perché:

•sono oberati da un cumulo crescente di adempimenti, spesso di tipo amministrativo e burocratico

•sono troppo spesso criticati, o addirittura delegittimati, dalle famiglie

•sono vittime del tabù della mancanza di valutazione dei docenti, tabù che, peraltro, essi stessi contribuiscono a mantenere in essere

•operano in un ambiente, la scuola, priva sia di risorse finanziarie, sia delle competenze per procacciarsele

Per uscire da questo circuito perverso, che produce troppa disoccupazione e frustrazione, è opportuno che le famiglie dedichino un po’ di risorse per avvicinare i giovani alla matematica, alla creatività, al problem solving ed al mondo sconosciuto, equivocato ed aborrito, della vendita. Le famiglie devono rendersi conto che conviene investire in supplementi di formazione, prima che sia troppo tardi.

Ma sono soprattutto le aziende che potrebbero e dovrebbero finanziare dei progetti di formazione innovativi, da cui possono ottenere collaboratori più preparati, la possibilità di approcciare il mercato delle famiglie e dei giovani (marketing dell’istruzione, e della diverti-istuzione o edutainment), ed, anche, formazione interna per i propri dipendenti.

Con le risorse di sponsor illuminati, e con il coinvolgimento delle famiglie, si potrebbero trovare delle forme di incentivazione anche per i docenti.

Non occorrono grandi capitali, ma contenuti innovativi, basati sulla matematica e sull’ingegneria, formatori preparati, e nuove forme di comunicazione.